La società di consulenza KPMG ha pubblicato oggi, martedì, un sondaggio da cui emerge che le aziende svizzere sottovalutano i rischi legati al cosiddetto "internet delle cose", vale a dire agli oggetti (dagli orologi ai termostati, passando per finestre, frigoriferi e sistemi d'allarme) che possono connettersi alla rete: un'impresa su due ammette di non avere uno sguardo d'insieme sui possibili attacchi che questi sistemi potrebbero subire.
Gli utenti malintenzionati, infatti, potranno provocare seri danni anche nel "mondo offline", sottolineano gli autori. Le società interessate stanno riflettendo poco sul tema e non appaiono coscienti della portata del problema.
Il 54% delle 60 aziende interpellate dallo studio ha dichiarato di aver subito aggressioni informatiche. Per il 44% delle entità coinvolte questi attacchi hanno provocato gravi malfunzionamenti dei processi produttivi. Un quarto delle aziende teme inoltre che gli attacchi abbiano causato un danno di immagine.
ATS/px
Per saperne di più: la pagina web dello studio (in francese), la presentazione dell'analisi (pdf in inglese)




