Voleva vendere i dati rubati negli uffici del Servizio delle attività informative della Confederazione (SIC) al miglior offerente, verosimilmente all'estero, guadagnando fino a un milione di franchi. È quanto afferma l'atto d'accusa emesso dal Ministero pubblico della Confederazione, di cui ha riferito venerdì la BernerZeitung, nei confronti del dipendente del SIC, che compì il furto nel 2012.
Il processo nei confronti dell'uomo - un informatico "scontento e con problemi psichici" - si aprirà il 23 novembre a Bellinzona. L'accusato pensava di vendere le informazioni raccolte suddividendole in una decina di singoli pacchetti del valore di 100'000 franchi l'uno. Il 48enne era stato arrestato il 25 maggio 2012 su segnalazione dell'UBS: aveva tentato di aprire un conto cifrato presso una filiale bernese della banca, spiegando a un impiegato di essere in attesa di diversi versamenti da centinaia di migliaia di franchi "per un'imminente vendita di dati".
ATS/CaL




