Non riceveranno l'eredità milionaria i genitori dell'austriaco sospettato d'aver venduto dati bancari del Credit Suisse alle autorità fiscali tedesche e suicidatosi nel 2010 durante la detenzione preventiva a Berna. La confisca dei suoi averi ordinata dalla giustizia elvetica è del tutto legittima, stando alla sentenza emessa dal Tribunale federale, che ha confermato il verdetto della massima corte penale di Bellinzona, pubblicata venerdì.
Per impossessarsi delle informazioni, rubate da un dipendente della banca e poi affidate al presunto ricettatore, il Land della Renania settentrionale-Vestfalia aveva sborsato 2,5 milioni di euro. L'autore del furto, ripagato con 320'000 franchi, è stato condannato nel 2011 a due anni di carcere con la condizionale.
ATS/dg





