I lavoratori stranieri sono presenti in tutti i settori professionali. La maggior parte di essi proviene dall’Europa, poiché tra Berna, l’EU e gli Stati dell’Associazione europea di libero scambio (AELS) vige l’accordo di libera circolazione delle persone.
L’iniziativa chiede che si esca dal sistema attuale di libera circolazione, rinegoziandone l’accordo, e che sia la Confederazione a gestire tutta l’immigrazione, contingentando il rilascio di permessi di dimora. Sul mercato del lavoro, inoltre, i datori dovrebbero favorire i cittadini svizzeri.
Gli argomenti dei favorevoli
L’aumento della popolazione ha portato il paese a superare la soglia degli 8 milioni di abitanti. Se non si contiene l’immigrazione – secondo il comitato promotore – fra 20 anni si supereranno i 10, il che non è fisicamente tollerabile per un paese come la Svizzera.
Il maggiore arrivo di stranieri – sempre secondo i sostenitori del “sì” – ha pure delle conseguenze funeste: l’aumento della disoccupazione, il sovraffollamento dei mezzi di trasporto, il congestionamento del traffico, la pressione sui salari, l’arrivo di criminalità straniera, gli abusi in materia d’asilo ed una percentuale elevata di stranieri a carico dell’assistenza e delle assicurazioni sociali. L’attuale immigrazione incontrollata rappresenta dunque una minaccia per la popolazione.
Gli argomenti dei contrari
All’iniziativa si oppongono Consiglio federale e Parlamento, come pure gli esponenti di un comitato interpartitico e le maggiori organizzazioni economiche elvetiche.
Per loro l’immigrazione contribuisce al benessere del paese e l’introduzione di tetti massimi comporterebbe ingenti oneri burocratici per lo Stato e le imprese. L’iniziativa, inoltre, potrebbe portare alla fine degli accordi bilaterali con l’UE e quindi ostacolare le esportazioni verso i suoi paesi membri. La Svizzera necessita di manodopera straniera; se dovessero prevalere i “sì” nelle urne le imprese faticherebbero a reclutare il personale necessario. Si recherebbero così enormi danni all’economia della Confederazione. Le ripercussioni negative dell’immigrazione devono perciò essere compensate con riforme di politica interna.
Red.MM/LudoC.
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Speciale del Radiogiornale: la scheda di Johnny Canonica (21.01)
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