Non tutti gli infermieri e medici dell’Ospedale universitario di Ginevra hanno vissuto in maniera positiva il ricovero nella struttura sanitaria di un uomo cubano affetto dal virus dell’ebola, guarito e dimesso venerdì.
Lo rende noto Corinne Béguelin, del Sindacato svizzero dei servizi pubblici (SSP), intervistata da Le Matin Dimanche che dichiara: “Non c'era una folla di volontari che fremeva per prestare le cure al paziente”.
“Diversi dipendenti hanno espresso i loro timori ma, nonostante ciò, hanno compiuto il loro dovere per evitare di essere sanzionati per abbandono del posto di lavoro”, ricorda la sindacalista secondo la quale sarebbe stata organizzata una sorta di “lotteria”.
Intanto il malato, un medico 43enne, è rientrato in patria, a Cuba, dov’è stato accolto dal Ministro della sanità pubblica. Atterrato a L’Avana, ha ringraziato le autorità svizzere e ha annunciato di voler presto tornare in Sierra Leone, per riprendere la missione interrotta a causa della malattia e curare le persone affette da febbre emorragica.
ATS/bin
L'intervista
Il medico curato a Ginevra faceva parte di una folta delegazione di personale sanitario cubano. Circa 250 altri suoi connazionali sono ancora attivi in Africa occidentale nella lotta all’ebola. Lucia Mottini ha incontrato a Conakry il capo della delegazione cubana.
RG delle 18.30 del 07/12/2014; l'intervista di Lucia Mottini al capo della delegazione cubana
RSI New Articles 07.12.2014, 13:02
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