L’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) ha confermato domenica che la Svizzera non ha per il momento la capacità di rimpatriare un eventuale paziente affetto dall’ebola.
Esistono però diverse alternative per ovviare a questo problema, tra le quali un accordo firmato con la compagnia aerea privata statunitense Phoenix Air. Katrin Holenstein, portavoce dell’UFSP, ha affermato che “se ci saranno delle possibilità in Svizzera, esse verranno dal settore privato; l’esercito non dispone di uno strumento adeguato.” Non son stati però forniti ulteriori dettagli.
Dal canto suo, la Rega ha confermato di non avere per il momento le capacità per effettuare un rimpatrio, benché i suoi medici siano da tempo impegnati a cercare le possibili soluzioni.
Germania e Italia più preparate
Altri paesi, come Germania e Italia, hanno già predisposto dei velivoli sanitari speciali, con un equipaggio appositamente formato, e la Confederazione potrebbe rivolgersi a essi in caso di bisogno.
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