Il regolamento per l’attribuzione del Nobel per la Pace prevede che i nomi proposti ogni anno non siano svelati per i 50 anni successivi alla premiazione: le candidature per il 2013 saranno quindi rese note solo nel 2063. Come tradizione vuole, il PRIO – Peace Research Institute Oslo – che non ha collegamenti con l’organizzazione del Nobel – ha però messo insieme un elenco dei possibili vincitori dell'ambito premio.
Qui non figurava l’OPAC, che alla fine è stata insignita del prestigioso riconoscimento. Spiccava invece il nome di Malala Yousafzai , la ragazzina pachistana ferita gravemente dai talebani che le rimproverano di portare avanti una campagna a favore dell’istruzione delle sue coetanee. Fra i contendenti c’erano anche i nomi di Lyudmila Alexeyeva , Svetlana Gannushkina e Lilya Shibanova , tre donne che da anni si battono per avere dal Governo russo maggiori aperture democratiche, suor Mary Tarcisa Lakot – che da anni lavora nelle zone di guerra civile – la procuratrice generale del Guatemala Claudia Paz y Paz – che ha permesso di mettere sotto processo l’ex presidente Efrain Rios Montt, accusato di genocidio – ed infine il ginecologo Denis Mukwege , che da oltre un decennio opera e cura le donne vittime di violenza sessuale nella Repubblica Democratica del Congo.
IPO/LudoC.
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RG - Il servizio di Manjula Bathia
RSI Info 11.10.2013, 14:45









