Le ricerche per localizzare il Boeing 777 della Malaysia Airlines, sparito nella notte tra venerdì e sabato, non hanno ancora portato frutti, malgrado il ritrovamento, domenica, di possibili frammenti del velivolo nelle vicinanze dell’isola vietnamita di Tho Chu. Non sono collegabili al volo MH370 nemmeno le chiazze di carburante avvistate in mare.
Una sparizione "stupefacente"
L'apparecchio si stava dirigendo da Kuala Lumpur verso Pechino con a bordo 227 passeggeri e 12 membri dell’equipaggio. La sua scomparsa è stata definita “stupefacente” dal direttore dell’aviazione civile malese Azharuddin Abdul.
Dito puntato sui controlli di sicurezza
Il fatto che a bordo vi fossero quattro persone sospette, di cui almeno due imbarcatesi con dei passaporti europei rubati, ha sollevato molte questioni. Secondo il quotidiano cinese Global Times, se si tratta di un guasto, la colpa è della compagnia aerea, ma se è un attentato, allora bisogna puntare il dito contro i controlli di sicurezza dell’aeroporto di Kuala Lumpur.
In totale una quarantina di imbarcazioni e 34 apparecchi provenienti da diversi paesi (in particolare Cina, USA, Vietnam, Malaysia, Filippine, Singapore) partecipano alle operazioni di ricerca.
In cinque non si sono imbarcati
Le autorità della Malaysia starebbero indagando cinque persone che dopo aver fatto il check in all'aeroporto di Kuala Lumpur non si sono mai imbarcate sul volo della Malaysia Airlines diretto a Pechino e scomparso nel nulla.
Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, i cinque avrebbero passato i controlli individualmente ma poi non si sarebbero mai presentati al gate da dove è partito l'aereo. I loro bagagli, che erano già stati imbarcati, sono stati rimossi dall'aereo prima della partenza. Dai controlli non sarebbe emerso nulla di inusuale.
RedMM/afp/ats/mrj
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Nessun controllo dei passaporti rubati
L’Interpol ha intanto comunicato che nessun controllo è stato effettuato sui passaporti rubati all’italiano Luigi Malardi e all’austriaco Christian Kozel, regolarmente inseriti nella base dati della polizia internazionale. “È molto preoccupante che passeggeri siano stati in grado di imbarcarsi su un volo internazionale con un passaporto rubato e registrato nel nostro database», ha detto il segretario generale dell'organizzazione, Ronald Noble. La polizia thailandese ha da parte sua annunciato di aver aperto un'inchiesta a Phuket su un possibile traffico di documenti d’identità.
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La corrispondenza di Loretta Dal Pozzo
RSI Info 10.03.2014, 13:21
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Il parere del giornalista Andrea Artoni
RSI Info 10.03.2014, 12:44



