Si fa strada l’ipotesi dell’attentato per il Boeing 777 della Malaysia Airlines, di cui a oltre un giorno dalla scomparsa dai radar, mentre sorvolava il Mar cinese meridionale, non c’è ancora nessuna traccia. Il ministro dei trasporti di Kuala Lumpur, da dove l’apparecchio era decollato in direzione di Pechino, ha detto che sono ancora diverse le possibilità prese in considerazione, ma anche che si sta verificando la posizione di quattro passeggeri ritenuti sospetti, su un totale di 227. Gli inquirenti esaminano le riprese video dell'aeroporto.
Si ritiene possano essere saliti a bordo con documenti falsi, ha affermato Hishamuddin Hussein. È accertato che il passaporto era stato rubato negli ultimi due anni in Thailandia a due delle persone che figuravano sulla lista di imbarco, l’italiano Luigi Maraldi e l’austriaco Christian Kozel, in un primo tempo dati fra i dispersi ma in seguito manifestatisi vivi e vegeti.
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Mentre la compagnia ammette ormai di “temere il peggio”, la Malaysia ha mobilitato i suoi servizi segreti e chiesto aiuto a quelli stranieri. Alle ricerche partecipano 40 navi e 22 aerei, in rappresentanza di tutti i paesi della regione. Si pattuglia in particolare la zona dove sabato sono state rinvenute due lunghe chiazze di carburante. Il capo dell’aviazione malaysiana ha contribuito a infittire il mistero, affermando che in base alle registrazioni radar il volo MH370 potrebbe anche aver invertito la rotta poco prima di svanire. I piloti, però, non avevano comunicato nulla.
Reuters/ANSA/pon
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Il servizio di Chiara Savi
RSI Info 09.03.2014, 13:23
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