Vestite da carcerate in piazza Bolotnaia, cuore delle manifestazioni anti-Cremlino di Mosca degli anni passati, si sono messe a cucire insieme delle strisce di stoffa bianca, blu e rossa per ricomporre un tricolore russo.
Un modo per protestare contro le condizioni delle detenute nelle prigioni del paese. Ma tanto è bastato alla polizia russa per fermare le due protagoniste della plateale manifestazione di dissenso: Nadezhda "Nadia" Tolokonnikova, una delle giovani del gruppo punk anti-Putin Pussy Riot, e l'amica e attivista Katrin Nenasheva.
Tutto questo proprio poco dopo che Vladimir Putin ad una cerimonia aveva dichiarato che il paese di cui è alla guida da 15 anni "ha fatto grandissimi progressi in democrazia" ed "è anche riuscito a diventare moderno, aperto e indipendente".
Dopo la "preghiera sacrilega" contro zar Vladimir nella Cattedrale di Cristo Salvatore che è costata a lei e a Maria Aliokhina quasi due anni dietro le sbarre, Nadia è così finita di nuovo tra le grinfie della polizia russa. Ma questa volta non per molto. Dopo poche ore, sia lei che Katrin sono state rilasciate: senza nessuna accusa.
ats/joe.p.



