Un Tribunale di Mosca ha condannato lunedì otto persone che avevano preso parte ai disordini del 6 maggio 2012, alla vigilia del terzo mandato presidenziale di Vladimir Putin.
I giudici hanno inflitto pene che raggiungono fino a quattro anni, da scontare in campi di prigionia. L’accusa ne aveva chiesti sei. I manifestanti erano stati ritenuti colpevoli venerdì di “violenze nei confronti delle forze dell’ordine”.
Due anni fa, migliaia di persone scesero in piazza Balotnaja per protestare contro il neoeletto. Tra i fermati, figurava anche il leader del Fronte di sinistra, Serghiei Udalzov.
Ad inizio febbraio di quest'anno, e più precisamente il 2, alcune migliaia di persone avevano protestato, sempre nella capitale russa, per chiedere la liberazione degli attivisti, definendoli, “prigionieri politici”.
AFP/AlesS
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Manifestanti fermati a Mosca, tra cui le Pussy Riot
Lunedì mattina, inattesa della sentenza, oltre 200 persone che manifestavano il loro sostegno ai sette imputati sono state fermate dalla polizia davanti al tribunale di Mosca. Tra i fermati figurano anche le Pussy Riot Maria Aliokhina e Nadezhda Tolokonnikova, nonché il marito di quest'ultima, Piotr Verzilov.





