Mohamed Morsi, accusato di tradimento e spionaggio, tornerà alla sbarra il 15 febbraio per un quarto processo, rischiando la pena capitale. L'ex presidente egiziano, eletto democraticamernte due anni prima e destituito nel 2013, avrebbe trasmesso documenti riservati alla TV panaraba al Jazira all'epoca in cui era ancora capo dello Stato.
Nel frattempo continuano a fioccare le condanne a morte: i giudici hanno confermato la sentenza pronunciata in dicembre contro 183 uomini su 188, per aver ucciso 13 poliziotti durante una manifestazione sostegno del defenestrato leader islamista al Cairo nell'agosto del 2013. Nazioni Unite e organizzazioni umanitarie condannano questo tipo di giustizia di massa.
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