Nella giornata di mobilitazione a suo favore e per il governo di Dilma Rousseff, Lula da Silva ha visto frenare le sue aspirazioni ministeriali. Il giudice Gilmar Mendes ha sospeso per incostituzionalità l’assegnazione della Casa Civil (la poltrona di capo di gabinetto) all’ex presidente, disponendo che di Lula torni ad occuparsi il giudice di prima istanza Sergio Moro, che lo ha indagato per il maxi scandalo di corruzione nella compagnia Petrobras.
La decisione non è definitiva, il governo ha già presentato ricorso. Lula resta così in un limbo fino alla prossima sessione plenaria della Corte, a fine marzo, che voterà sul caso a maggioranza. Cresce l’incertezza e l’impasse nel paese. Ieri centinaia di migliaia di persone hanno manifestato in appoggio a Lula e al governo al grido di “Nao vai ter golpe”, no al colpo di Stato, come viene considerata la richiesta di impeachment a Dilma e il pressing della magistratura sullo stesso Lula.
Emiliano Guanella
Dal TG20:






