L'Italia non vuole più essere il fanalino di coda dell'Europa in materia di banda larga ed ultra larga. "Noi saremo leader nel giro di un triennio" ha dichiarato il premier Matteo Renzi annunciando l'avvio di un piano di investimenti da 12 miliardi di euro per fare in modo che tutta la Penisola recuperi il ritardo che ha sul resto del Vecchio Continente. Un ritardo che, tra le altre cose, ha indotto a rinviare il suo sbarco Netflix, il servizio di tv via internet che necessita di una connettività efficiente.
La diffusione della banda larga
Fonte OCSE (dati 2014)
Il piano prevede spese in parte a carico dei privati (5 miliardi) e in parte del pubblico (7 miliardi di cui 4,9 da Roma e 2,1 dai fondi strutturali regionali). La prima tranche di investimenti, pari a 2,2 miliardi, è stata deliberata giovedì. Il pubblico si concentrerà sulle zone meno urbanizzate e più discoste (vi risiede il 35% degli italiani), destinando espressamente 250 milioni ai collegamenti delle zone rurali.
La velocità di download in Europa (Mbit/s)
L'annuncio di Renzi che mira a garantire la banda larga a tutti gli italiani nel 2020 è giunto nella giornata che ha visto 3Italia e Wind accordarsi per dare vita al nuovo leader della telefonia mobile italiana (33 milioni di clienti) e Telecom comunicare che procederà ad interventi per un totale di 750 milioni di euro al fine di sviluppare e diffondere la rete dati in Molise, Lazio, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia.
Diem/ANSA









