Una votazione che è considerata da molti come una sorta di referendum sulla politica di apertura al mondo del presidente della Repubblica islamica Hassan Rohani: questo è il "peso" che viene dato alle elezioni per il rinnovo del Parlamento in Iran che si svolgeranno oggi, venerdì 26 febbraio.
Il capo della commissione elettorale Mohammad Hussein Moghini ha annunciato che circa 1'400 candidati - sui 6'233 ammessi dal Consiglio dei Guardiani - hanno rinunciato in questi ultimi giorni a presentarsi per uno dei 290 seggi in gioco nel nuovo Parlamento iraniano, il decimo Majlis dalla rivoluzione del 1979.
Moghini si è limitato a dire che nel voto saranno in corsa 4'844 aspiranti deputati, senza dare spiegazioni di un così alto numero di defezioni. Quello che comunque sembra preoccupare di più le autorità, in queste ore, è l'astensionismo. Un sondaggio condotto su un campione di 36'000 persone dalla super-ufficiale Irib, l'emittente della Repubblica islamica iraniana, riferisce che il 40% dei circa 55 milioni di elettori iraniani potrebbe non recarsi alle urne.
ATS/sdr






