Dopo l'11 settembre 2001 “sono stati usati metodi ripugnanti non autorizzati” e non è stato fatto abbastanza “per perseguire le responsabilità di alcuni funzionari che hanno commesso errori”: è il mea culpa di John Brennan, oggi a capo di quella CIA finita nella bufera per le torture perpetrate nei confronti dei sospetti terroristi di al Qaida sotto l'amministrazione Bush. Metodi che l'ex vicepresidente Dick Cheney ha, nei giorni scorsi, difeso a spada tratta.
Brennan, a cui Barack Obama ha appena rinnovato la piena fiducia, si è presentato in conferenza stampa con la volontà di prendere le distanze dal quadro terribile di abusi emerso nel rapporto del Senato americano, anche se non vuole parlare di “torture”.
Brennan è convinto che nessuno può dire se le brutalità compiute durante gli interrogatori siano state realmente efficaci. Aggiungendo però che alcuni prigionieri sottoposti a quelle che vengono definite “tecniche rafforzate di interrogatorio” hanno fornito di certo informazioni rivelatesi utili per la missione che portò all'uccisione di Osama bin Laden.
Red.MM/ATS/ANSA/Swing
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