Le truppe irachene continuano la loro difficoltosa offensiva verso il cuore di Mosul, città da due anni nelle mani dell'autoproclamato Stato islamico, tra cecchini, autobombe e attentatori suicidi, e la loro avanzata sembra svelare ogni giorno nuove atrocità dei jihadisti.
Mentre le autorità stanno ancora studiando la fossa comune con oltre 100 corpi decapitati scoperta lunedì, un migliaio di persone sono state liberate da una prigione sotterranea a una trentina di chilometri a sud della città. Buona parte di loro erano ex militari o poliziotti.
Le Nazioni Unite sono intanto tornate a denunciare lo spostamento forzato di migliaia di civili dai villaggi della regione per fungere da scudi umani in zone strategiche della città.
ATS/Reuters/sf






