Le indagini svolte dalla polizia scientifica italiana hanno permesso di appurare che la pistola con cui Anis Amri, l'attentatore di Berlino, ha sparato all'autista del camion usato nella strage è la stessa che ha poi successivamente riutilizzato per colpire il poliziotto a Sesto San Giovanni.
La prova: i proiettili corrispondono
Nel frattempo, in Germania, il ministro della giustizia ha comunicato che oggi (mercoledì) verranno forniti dettagli su
due presunti complici di Amri. La polizia tedesca martedì ha infatti svolto a Berlino due perquisizioni che avrebbero permesso di fare un passo avanti nell'inchiesta. Una in un centro asilanti dov'è stato ispezionato l'alloggio di un 26enne tunisino, e l'altra in un'abitazione dove avrebbe soggiornato un ex coinquilino dell’attentatore, che potrebbe essere stato in contatto con lui fino a poco prima dell'attacco.
Continuano le indagini in Italia e in Germania
Nel caso del 26enne tunisino gli inquirenti sono convinti che l'uomo fosse almeno a conoscenza dei piani di Amri e non escludono che possa averlo anche aiutato attivamente nella preparazione dell'atto terroristico. Nel secondo caso, invece, la persona fermata è interrogata dalla polizia in qualità di testimone e non in veste di accusato.
ATS/CaL






