Marco Weber, il 28enne attivista zurighese arrestato in Russia assieme ad altri 30 membri di Greenpeace in seguito a un blitz pacifico nel mare di Barents contro le trivellazioni petrolifere di Gazprom, si dice convinto dell'azione condotta. È quanto afferma in una lettera scritta dal carcere di Murmansk, della quale alcuni domenicali hanno pubblicato oggi degli stralci.
«Il comportamento aggressivo ed ingiusto del governo russo e di Gazprom mostra quanto sia importante che le decisioni relative all'Artico e il suo futuro vengano prese dalla collettività mondiale», scrive Weber.
Nella lettera, datata 8 ottobre, l'attivista ripercorre i suoi primi dodici giorni di detenzione, «solo in una cella». «Non ho libri né giornali, niente televisione, nessuno con cui parlare. Sono stato anche isolato durante la passeggiata quotidiana». Lo zurighese aggiunge che i punti salienti delle sue settimane sono le visite del suo legale e del console elvetico.
Red. MM./ Ats


