La Banca centrale europea ha annunciato oggi, giovedì, una nuova riduzione del suo tasso direttore, portato al minimo storico dello 0,05%. Prendere denaro in prestito non è mai stato tanto conveniente nella zona euro. Lo scopo della misura è di prevenire la deflazione (il rincaro in agosto era di appena lo 0,3%) e ridare smalto a un'economia stagnante (previsioni di crescita ridotte allo 0,9% per quest'anno e all'1,6% per il prossimo).
Si tratta del sesto intervento dal 2012: l'ultimo in ordine di tempo risaliva al mese di giugno, quando si era passati allo 0,15. Contemporaneamente, il presidente Mario Draghi ha annunciato un programma di riacquisto di cosiddetti ABS, "pacchetti" di debiti privati. "Nessuno stimolo", ha però precisato, "sostituisce le necessarie riforme strutturali".
Gli analisti non si attendevano un ulteriore taglio al costo del denaro, benché una decina di giorni fa Draghi si fosse pubblicamente detto preoccupato e pronto ad agire per "correggere la politica monetaria". L'effetto è stato immediato sulle borse, in salita, e sulla moneta unica, in picchiata rispetto al franco.
pon/ATS/AFP
RG 18.30 del 04.09.14 - Giacomo Vaciago, direttore dell'Istituto di economia e finanza dell'Università Cattolica di Milano, al telefono con Giuseppe Limoncello





