La Banca centrale europea manterrà bassi i tassi di interesse (quello principale è allo 0,15%, minimo storico) per un periodo prolungato in ragione di una dinamica di crescita che ha rallentato negli ultimi mesi nella zona euro. "La ripresa è fragile e disomogenea", ha rilevato giovedì nella sua conferenza stampa mensile il presidente Mario Draghi, aggiungendo che "se la passano meglio i paesi che stanno varando riforme strutturali". Per realizzarle, tuttavia, "i singoli Stati devono cedere sovranità all'Europa".
Ci sono i fondamenti per tassi di cambio dell'euro più favorevoli, a medio termine la moneta unica dovrebbe indebolirsi favorendo gli esportatori, ha detto inoltre l'italiano Preoccupa però ancora, oltre all'impatto delle tensioni russo-ucraine, anche l'inflazione, scesa in giugno allo 0,4% su base annua. È il livello più basso dal 2009. L'obiettivo della BCE si situa poco al di sotto del 2%. Gli analisti non prevedevano però ulteriori interventi dell'istituto: le misure necessarie sono state adottate in giugno e richiederanno del tempo prima di fare effetto.
pon/ATS/Reuters




