La Commissione internazionale d'inchiesta sula Siria non ha potuto stabilire l'identità degli autori della strage di Hula il 25 maggio scorso (oltre 100 morti) ma "considera che le forze fedeli al governo possano essere state responsabili di molte delle morti", afferma il rapporto presentato dalla Commissione al Consiglio dell'ONU sui diritti umani.
La Commissione internazionale di inchiesta sulla Siria guidata dal brasiliano Paulo Pinheiro ha denunciato oggi a Ginevra un peggioramento della situazione: "Gravi violazione dei diritti umani sono commesse in un contesto di scontri sempre più militarizzati". Negli ultimi 3 mesi - afferma la commissione - le ostilità da parte dei gruppi armati non governativi hanno assunto sempre più i contorni di un'insurrezione. Nello stesso periodo le forze governative hanno commesso violazioni dei diritti umani comprese delle esecuzioni sommarie nell'insieme del paese "di un'ampiezza allarmante".
Poco dopo la delegazione siriana ha abbandonato la sala del Consiglio.
Annan vuole una posizione comune a Ginevra
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Il rappresentante speciale di Lega araba e ONU per la Siria, Kofi Annan sta moltiplicando gli sforzi perché la riunione ministeriale prevista per sabato a Ginevra possa esprimere una posizione condivisa. "I risultati dovranno essere significativi e concreti" ha affermato oggi nella città di Calvino il portavoce di Annan, Jean-Marie Guéhenno, intervenendo al Consiglio per i diritti umani. Al momento solo il ministro degli esteri russo Serghei Lavrov ha annunciato la sua presenza all'incontro di sabato. Mancano ancora in particolare gli altri 4 membri permanenti del Consiglio di Sicurezza dell'ONU.
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