La Svizzera non si trova in una crisi economica, nonostante il rafforzamento del franco causato dall'abbandono del cambio minimo con l'euro. A dirlo è il consigliere federale Johann Schneider-Ammann, in un'intervista rilasciata al Sonntagsblick. Il ministro, che manifesta anche l'intenzione di ricandidarsi a fine anno, visto che nel 2016 presiederà la Confederazione, esclude pure la possibilità di una recessione, evocata invece da diversi studi congiunturali.
Meno ottimista di lui, sul medesimo giornale e sulla SonntagsZeitung, è il numero di Swissmem Hans Hess. Nell'industria delle macchine, dell'elettronica e metallurgica, afferma, sono in pericolo 20'000 impieghi su 400'000. Sono minacciate in particolare le imprese più piccole. Schneider-Ammann stesso conferma che per questo comparto anche un tasso di 1,10 franchi per un euro basta appena per sopravvivere, ma non per compiere i necessari investimenti.
pon/ATS




