di Emiliano Bos
“Non si tratta adesso di dare un giudizio sulle organizzazioni umanitarie: chi ha lavorato bene e chi ha lavorato male. No, guardiamo alla realtà. È un paese difficile che ha una storia difficile, segnata da drammi profondissimi”. È il parere di una missionaria italiana che da anni vive a lavora ad Haiti, in un quartiere povero della capitale Port-au-Prince.
Tre anni dopo il devastante terremoto – racconta al telefono – molto resta ancora da fare e l’emergenza continua. Il sisma ha provocato oltre 100’000 morti (almeno il doppio secondo alcune fonti) e centinaia di migliaia tra feriti e senzatetto. Malgrado la gigantesca operazione umanitaria, il paese più povero dell’America Centrale si trova ora a fronteggiare i problemi di sempre: carenza di acqua ed energia elettrica, malnutrizione, bassa scolarizzazione. Le principali organizzazioni non governative sono partite, i drammi di Haiti restano.
Ad Haiti resta anche suor Marcella Carrozza, missionaria italiana originaria di Busto Arsizio, da anni attiva a Cité Soleil, la più grande baraccopoli della capitale Port-au-Prince. Ascolta la sua testimonianza:
Gallery audio - "Le ONG sono partite, i drammi restano"
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BOS - intervista HAITI per WEB 12.01.2013.MUS
RSI Info 11.01.2013, 20:27






