Gallery video - "Cittadini USA lascino Tunisia e Sudan"
Dopo le violente aggressioni nelle proprie rappresentanze in Tunisia e in Sudan, gli Stati Uniti hanno deciso di ritirare il proprio personale diplomatico dai due paesi africani.
Nel contempo, il Dipartimento di Stato ha messo i guardia i propri concittadini dall’effettuare viaggi in Tunisia e Sudan. Americani presenti nei due Paesi sono invitati a lasciarli al più presto possibile. Durante le proteste davanti all’ambascita di Tunisi, sono stati uccisi dalla polizia 4 dimostranti. Anche a Khartum vi sono state violente dimostrazione anti americane: il governo sudanese ha respinto la richiesta statunitense di protezione dell’ambasciata attraverso un reparto di marines. Il Sudan ha garantito la protezione diplomatica come prevedono le convenzioni di Vienna.
Telefonate di Hillary Clinton
Il responsabile della diplomazia americana ha telefonato sabato al capo del governo libico Mustafa Abushagur per esprimergli le proprie preoccupazioni sulla situazione attuale dell’ordine pubblico in Libia. Abushagur ha assicurato Hillary Clinton che i responsabili dei fatti di Bengasi (uccisione di 4 americani fra cui l’ambasciatore in Libia) saranno catturati e processati.
Nuove proteste
Le manifestazioni contro il film anti-islamico non si placano. Circa 1'500 studenti sono scesi in piazza domenica a Kabul, a 24 ore da dimostrazioni analoghe che si son svolte pacificamente nell'est del paese. "Il film è un'incitazione all'odio", ha dal canto suo dichiarato un portavoce del ministero degli Esteri del Bangladesh, dove non son mancate le proteste di piazza. Le contestazioni hanno raggiunto anche l'Europa e l'Oceania: numerose persone sono state fermate per cortei non autorizzati davanti alle ambasciate statunitensi a Parigi, Anversa e Sidney
Google non intende oscurare il video anti-islam
Google ha respinto una richiesta della Casa Bianca per l’oscuramento del video considerato blasfemo dai musulmani che ha innescato le proteste in una ventina di Paesi. Google ha provveduto a bloccare l’accesso al video solo in alcuni Stati fra cui Libia e Egitto. Il presunto regista del video, Nakoula Basseley Nakoula è stato interrogato per alcune ore dalla polizia federale a Los Angeles. Dopo l’interrogatorio ha potuto rientrare a casa. Le autorità stanno valutando che contro Nakoula vi sono gli estremi per una incriminazione. Il 55enne è stato peraltro sotto inchiesta per una truffa.
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