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Il Consiglio di Sicurezza dell'ONU ha condannato la scorsa notta con la “massima fermezza” gli attacchi contro le sedi consolari e il personale diplomatico degli Stati membri. I quindici ribadiscono che tali atti “sono ingiustificabili a prescindere dalle loro motivazioni” e invitano tutte le autorità a proteggere le sedi e il personale diplomatico e rispettare pienamente i loro obblighi internazionali.
Musulmani protestano a Sidney
Le proteste hanno raggiunto anche l’Australia. A Sidney, la polizia ha sparato lacrimogeni contro centinaia di persone che tentavano di entrare nel consolato degli Stati Uniti d’America. Molto di essi erano mascherati e portavano bandiere del Jihad.
Anche una postazione delle Nazioni Unite è stata attaccata
Nella penisola del Sinai, estremisti hanno aggredito un posto di controllo delle forze di pace dell’ONU. Quattro soldati colombiani sono rimasti feriti.
Venerdì atti di violenza in una ventina di Paesi
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L’odio verso gli Stati Uniti per il film anti-islamico ha interessato una ventina di paesi. Tutte o quasi le proteste, secondo esperti, non erano “spontanee” e sono avvenute dopo la preghiera del venerdì. Almeno 6 persone, fra i dimostranti, hanno perso la vita negli scontri con le forze di polizia o militari.
Interrogato il presunto regista del film
Nakoula Basseley Nakoula, il cristiano copto di origini egiziane che vive vicino a Los Angeles e dice di essere uno dei produttori del film anti-islam è stato interrogato da funzionari delle autorità federali. Nakoula non rischia l'arresto: in passato avrebbe avuto noie con la giustizia per una truffa.
Morte ambasciatore USA in Libia "per vendicare uccisione n.2 di al Qaida"
Secondo il braccio yemenita di Al Qaida, l’attacco contro il consolato USA di Bengasi, in Libia, vendica la morte del numero due dell’organizzazione Abu Yahya al Libi, avvenuta nei giorni scorsi. Intanto il parlamento yemenita ha negato la richiesta americana di invio di marines per proteggere la sede diplomatica.
Gli Stati Uniti rafforzano le proprie sedi nel mondo arabo
Gli Stati Uniti, dal canto loro, stanno dispiegando forze militari in alcuni paesi del mondo islamico. Lo ha annunciato il segretario americano alla Difesa Leon Panetta."Dobbiamo essere preparati nel caso in cui le proteste dovessero sfuggire di mano", ha detto Panetta precisando che comunque "una manifestazione di estremisti non è necessariamente espressione del sentire di tutto un paese”.
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