Economia e Finanza

Breivik: "difendevo la nazione"

È la dichiarazione del killer al termine dell'udienza finale

  • 22.06.2012, 17:34
  • 4 maggio, 12:06
Anders Behring Breivik in tribunale a Oslo durante il suo processo nel 2012

Anders Behring Breivik in tribunale a Oslo durante il suo processo nel 2012

  • KEYSTONE

Anders Behring Breivik ha preso la parola in aula chiedendo di essere assolto aggiungendo di avere agito per proteggere il suo paese. A queste parole, i superstiti e i familiari delle vittime sono usciti dall'aula.

Si è così conclusa l'udienza conclusiva del processo al killer norvegese , reo confesso dell’uccisione di 77 persone lo scorso luglio fra la capitale e l'isoletta di Utoya. La sentenza verrà emessa il 24 agosto, ha annunciato il giudice.

Oggi la parola è passata alla difesa che, oltre a chiedere l'assoluzione, ha insistito che all'imputato venisse riconosciuta la piena facoltà mentale.

La richiesta di assoluzione è in realtà una pura formalità e la difesa non si fa illusioni. Questa prima richiesta tiene infatti conto che, pur riconoscendo e rivendicando i crimini attribuitigli, Breivik si è dichiarato non colpevole sin dall'inizio.

Manicomio? "Meglio la morte!"

È sull'infermità mentale che si gioca in realtà l’intero processo. Malgrado una perizia psichiatrica ritenga Breivik un pericoloso psicopatico, questi ha insistito a far valere la tesi della "piena consapevolezza". Un verdetto basato sulla “pazzia”, infatti, diminuirebbe il significato della sua “missione” e toglierebbe mordente alla sua delirante dottrina politica. Inoltre tale esito significherebbe internamento in clinica psichiatrica praticamente a vita, prospettiva che il 33enne ha definito “peggiore della morte”.

Se dovesse invece vincere la tesi difensiva, Breivik potrebbe essere condannato ad una pena detentiva di 21 anni, il massimo previsto dal codice penale norvegese, prolungabile qalora il detenuto dovesse essere considerato ancora pericoloso.

La Procura: "Dovrebbe essere internato"

Dopo la perizia psichiatrica, giovedì la Procura norvegese ne ha chiesto l'internamento , sostenendo che ci siano “dubbi sufficienti” sulla sua salute mentale per non essere considerato penalmente responsabile.

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