Nei libri di storia, il 29 novembre del 2012 sarà ricordato come il giorno in cui la Palestina è diventata ufficialmente “Stato osservatore” non membro delle Nazioni Unite. Ieri sera infatti, l’Assemblea dell’ONU ha adottato a New York, con 138 voti (compresa la Svizzera) contro 9 (e 41 astensioni) una risoluzione in questo senso.
Il presidente palestinese Mahmud Abbas aveva chiesto alla comunità internazionale di accordare al suo paese "un certificato di nascita (…), l’ultima chance per la salvare la soluzione dei due Stati”. Parole che non sono piaciute però al premier israeliano Benjamin Netanyahu, il quale ha definito il suo discorso "ostile e velenoso".
Il deciso “sì” da parte dell’Assemblea consegna alla storia un mondo occidentale sostanzialmente diviso: con gli Stati Uniti al fianco di Israele nel dire “no” e i paesi europei divisi, incapaci di parlare con una sola voce e di raggiungere una posizione comune: 14 gli Stati che hanno votato a favore, 12 si sono astenuti e uno ha detto "no" (Repubblica Ceca).
Scene di giubilo a Ramallah
Canti, bandiere al vento e spari in aria hanno caratterizzato i festeggiamenti che si sono tenuti nella notte a Ramallah. A Gaza, Hamas ha da parte sua ammesso che il voto sulla Palestina è uno sviluppo positivo.
La stampa israeliana: “Abbiamo perso l’Europa”
''Il mondo ha deciso: Stato Palestina'' titola a tutta pagina il quotidiano Yediot Ahronot, secondo cui ieri alle Nazioni Unite Israele ha patito ''una debacle politica''. ''Il premier Benyamin Netanyahu - afferma - non ha saputo valutare l'entità della collera verso Israele nel mondo''. Anche Haaretz parla di un ''domino politico'' innescatosi a sfavore di Israele.
La risoluzione
La risoluzione, oltre a prevedere il riconoscimento della Palestina come Stato, chiede la ripresa e l'accelerazione dei negoziati con Israele. Il documento mira, in particolare, a “un accordo che ponga fine all'occupazione del 1967 e sfoci in uno Stato Palestinese indipendente, sovrano, democratico e vivibile che viva in pace e in sicurezza con Israele e con gli altri vicini”. L'Autorità palestinese ha già lo status di “osservatore” presso le Nazioni Unite. Ottenendo quello di “Stato non membro”, alla pari del Vaticano, la Palestina potrà rivolgersi con pieni diritti a organismi internazionali come la Corte penale internazionale. L’innalzamento del suo status attuale dovrebbe inoltre dare più peso alle sue rivendicazioni concernenti la Cisgiordania, la Striscia di Gaza e Gerusalemme Est.
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RG 12.30 MOTTINI - PALESTINA 30.11.12.MUS
RSI Info 30.11.2012, 13:29
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RG 08.00 STABILE COMM.ONU 30.11.12.MUS
RSI Info 30.11.2012, 11:34
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