Eurovision 2026

La Svizzera sbatte contro la “legge” di Eurovision

All’Eurovision conta lo show: Bulgaria, Cipro e Australia l’hanno capito

  • Oggi, 06:00
Veronica Fusaro

Veronica Fusaro

  • Ebu / Sarah Louise Bennett
Di: Andrea Rigazzi 

I qualificati della seconda semifinale

Bulgaria: Dara - Bangaranga
Ucraina: Leléka - Ridnym
Norvegia: Jonas Lovv - Ya Ya Ya
Australia: Delta Goodrem - Eclipse
Romania: Alexandra Căpitănescu - Choke Me
Malta: Aidan - Bella
Cipro: Antigoni - Jalla
Albania: Alis - Nân
Danimarca: Søren Torpegaard Lund - Før Vi Går Hjem
Cechia: Daniel Zizka - Crossroads

Eliminate: Svizzera, Lettonia, Armenia, Lussemburgo e Azerbaigian

Tre minuti in cui ti giochi tutto. Davanti a un pubblico di decine di milioni di spettatori che magari non ti conoscono. L’Eurovision è uno scatto sui cento metri e Veronica Fusaro lo sapeva. Ha scelto comunque una strada coraggiosa, portando un brano di psicologia sottile come lama e un messaggio forte di sensibilizzazione sulla violenza di genere. Ma proprio qui stava l’inghippo, che nemmeno lo staging di Benke Rydman ha saputo risolvere.

Certo, viste le premesse va riconosciuta la sfida raccolta dal coreografo svedese. Tuttavia la messa in scena non è riuscita a dare immediatezza alla performance: fedele al suo oggetto simbolo - la corda - l’ha lasciata sospesa in quel territorio mediano poco battuto dal pubblico dell’Eurovision. La qualità c’era, lei sul palco è stata brava, ma è mancato quel quid che bucasse lo schermo.

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03:10

Veronica Fusaro - Alice

RSI Cultura 14.05.2026, 21:48

  • Imago Images

All’Eurovision serve un’esibizione che liberi energia. Che faccia scuotere i fianchi, muovere la testa a tempo, ti sballotti in quei centottanta secondi di live. Poco importa se il balletto sembra l’ennesima versione della stessa coreografia, se in scena abbondano pedane con vista sul tetto del mondo, pianoforti dorati, colori spennellati direttamente dalla tavolozza del pacchiano. L’Eurovision è fatto così: lo show può fare la differenza. Chi lo capisce, parte avvantaggiato. E come vedremo, la via per conquistare il pubblico non è una sola.

Per esempio, Dara e Antigoni hanno proposte d’impatto. Bangaranga mastica patois giamaicano e ha la faccia tosta della sua cassa in quattro; Jalla è il Mediterraneo orientale portato sulla pista da ballo. Antigoni è maestra di cerimonia, Dara non si prende troppo sul serio e sembra dirci “Shakerate quelle natiche”. Entrambe sanno calamitare l’attenzione su di sé e non lasciarla più scappare: giocano con lo sguardo, con un sorriso o una smorfia sembrano rivolgersi proprio a te che guardi. Sono i trucchi dello spettacolo, sì, ma vanno maneggiati con una certa dimestichezza.

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02:57

Dara - Bangaranga

RSI Cultura 14.05.2026, 22:50

  • Imago Images

Anche Delta Goodrem ha cavalcato queste leggi non scritte. Eclipse è un crescendo pop perfetto per questi contesti, ma è soprattutto come l’artista australiana affronta il palco di Vienna a colpire. Sottolinea ogni parola del suo racconto con gli occhi (forse pure esagerando), tende il braccio verso lo schermo stabilendo così quel contatto fondamentale per portarti nel suo mondo. Dal microfono si sposta al pianoforte, poi percorre tutta la passerella fino a elevarsi su una pedana e concludere la sua coreografia in posa statuaria. Vera. Diva.

C’è spazio anche per un paio di outsider da tenere d’occhio in chiave finalissima. Il norvegese Jonas Lovv attinge all’immaginario delle arene rock e con un allestimento tutto sommato semplice (ci sono lui e i suoi musicisti su una pedana) sa accattivarsi le simpatie del pubblico. Baffetto “da sparviero”, salopette da antologia e il sollievo nel constatare che un buon vecchio riff di chitarra elettrica può ancora dire la sua.

Jonas Lovv (Norvegia)
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Jonas Lovv - Ya Ya Ya

RSI Cultura 14.05.2026, 22:51

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Invece Crossroads, del concorrente ceco Daniel Zizka, è un brano intimo, impreziosito da interessanti linee vocali. Lui ha scelto di porsi in modo più escapista: gli occhi sono sfuggenti, non ci sono balletti. Però, c’è un però. Zizka fa una scelta netta, chiudendo il brano in modo secco, quasi togliendogli il respiro. Lo scarica di pathos caricandolo di mistero.

All’Eurovision una canzone a presa rapida aiuta, e l’allestimento della performance può fare da asso nella manica. Ma non basta. Perché poi serve creare un contatto con il pubblico: ammiccando, fissando dritto negli occhi, pure facendo le faccette. L’importante è portare chi guarda dentro un racconto. Tre minuti sono un tempo breve, ma dentro possono succedere un sacco di cose.

Eurovision 2026: la finale in diretta su LA1 sabato 16 maggio, ore 21:00

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Eurovision: Svizzera a caccia di un posto in finale

Telegiornale 14.05.2026, 20:00

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