Da 50 anni Ivo Soldini fa arte e le sue opere raccontano il ‘900 come fossero dei libri di storia. Impossibile non pensare al crollo delle ideologie e del muro di Berlino guardando le suoi “Inclinati”, statue volutamente oblique che sfidano la gravità.

"Senza titolo", statua "inclinata" di Ivo Soldini
L’artista dovrebbe essere un sismografo, un sismografo che sente cosa succede e anche quello che succederà.
Ivo Soldini
E in effetti, più che raccontare la Storia, le creature dell’artista sembrano spesso quasi predirla: non a caso gli “Inclinati” sono un’intuizione che arriva ben prima del crollo del muro berlinese nel 1989. Ed è difficile non pensare alle migrazioni umane guardando i suoi “Gruppi”, statue antropomorfe raccolte in piccoli insiemi compatti, che sembrano quasi stringersi per difendersi dal mondo.

Ivo Soldini, "Gruppo Disassato"
Ivo Soldini è un paleolitico, esattamente come era un paleolitico Giacometti o Filippini: sono dei paleolitici che continuano a sentire le pulsioni del vento, di questa specie di curioso vento che è lo scontro fra il Nord e il Sud, che è lo scontro fra i venti che vengono dalle pianure, caldi e umidi, e i venti folli, tipo il Föhn.
Philippe Daverio, Critico d’arte
Ivo Soldini, classe 1951, originario di Ligornetto, pittore, disegnatore, ma soprattutto scultore, è uno dei più importanti artisti svizzeri. Le sue opere, spesso graffiate, in bilico, sofferenti, esprimono però anche una forza unica, una grande capacità di resistenza. Impossibile non guardarle con empatia, impossibile non vederle come figli che vanno per il mondo con i loro fardelli ma anche con la loro energia.

Il mistero paleolitico di Ivo Soldini
RSI Archivi 21.10.2012, 11:39
Per Ivo Soldini ogni opera è un figlio. Non è “come un figlio”, ma un figlio vero e proprio, che ha una sua personalità, un’anima, e che un buon genitore deve lasciar andare nel mondo. La nascita dell’opera, per lui che principalmente crea statue in bronzo, è nelle forme iniziali in gesso. «In fonderia mi dicevano sempre che il gesso conduce le danze: è vero, è un materiale molto misterioso che può essere velocissimo, ma può essere anche lento, e sei tu che devi dominarlo». Poi arriva la fusione, la nascita vera e propria: «La vita comincia dal fuoco, la fusione è molto bella da vedere: questa liquidità che poi si solidifica, questi millenni di giallo che diventano il gatto egiziano di 3000 anni fa oppure l’Ombra di San Gimignano».
Quando Ivo Soldini parla delle sue opere, le descrive come fossero degli esseri viventi, indipendenti, in grado di ricevere e trasmettere emozioni. «Le mie opere hanno scelto anche le persone che vogliono loro bene. In questo senso, io sono molto contento: ogni tanto qualcuna ritorna e mi dice: “stiamo bene, siamo felici!”. E in un mondo in cui le opere non sono ferme ma lavorano, si muovono, magari impercettibilmente, cambiano, non tutte possono essere felici e serene: la Gioconda, poveretta, come fa a resistere a tutti quegli sguardi? Io dico che è già un miracolo se riesce ogni sera a ritirarsi dal quadro, uscire, farsi vedere e ritornare! »

Lo Specchio
Lo Specchio 03.05.2026, 19:15




