Calcio

La FIFA di premiare gli altri

Messi migliore giocatore del Mondiale, i dubbi del caso

  • 14.07.2014, 03:40
  • 4 maggio, 13:31
Idolatrato

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  • Reuters
Di: RSI Sport 

Di Nicolò Casolini

Premettendo che ai fini della storia e del blasone calcistico il premio quale miglior giocatore dei Mondiali conta come il due di picche se la briscola è cuori, la decisione di insignire di tale riconoscimento il fantasma di Leo Messi appare francamente la scelta peggiore che si potesse fare.

Ogni Mondiale ha il suo o i suoi protagonisti e la rassegna iridata verdeoro certamente non può annoverare la Pulce blaugrana tra questi. Le reti di pregevolissima fattura contro Iran, Bosnia e Nigeria, con tutto il rispetto tre armate Brancaleone, non possono bastare per issarsi lassù dove nessuno ti può prendere. Leo Messi, ancora una volta, negli incontri ad eliminazione diretta non ha timbrato, andando sempre a calare il suo volume di gioco con il passare delle partite, risultando addirittura abulico nelle supersfide contro Belgio, Olanda e Germania. Il quattro volte pallone d’oro nel mondiale non è stato superiore a parecchi giocatori, già perché andando indietro con la memoria e ripercorrendo le partite dagli ottavi di finale in poi, parecchi campioni hanno oscurato la classe di Messi, per inciso il numero 10 più forte degli ultimi 20 anni costretto a fare il “cagnaccio” a centrocampo contro Behrami nell’ottavo di finale.

Allora ci viene spontaneo un pensiero, ovvero su cosa abbia portato chi di dovere a optare per Messi rispetto ad altri. Senza presunzione chiunque abbia visto tutte le partite non può assolutamente avere preferito l’argentino ai vari: Thomas Müller, Philipp Lahm, Angel Di Maria, Javier Mascherano, solo per fare qualche nome.

Insomma è vero che al Mondiale conta molto la vittoria e i teutonici non si lamenteranno troppo per il premio dato a Messi, però onestamente andava premiato un tedesco, uno di quei campioni di una squadra costruita per vincere e per convincere, come quella dell’86….. mal ne incolse ai tedeschi allora perché sul loro cammino messicano trovarono Maradona, l’ultimo numero 10 argentino a sollevare e a vincere da solo una Coppa del Mondo, un numero 10 che forse oggi Messi non riesce ancora a raggiungere.

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