dall'inviato a Yanqing Luca Steens
Era la gara di Marco Odermatt il super G delle Olimpiadi di Pechino, ma quando stava andando a lottare per le medaglie l'elvetico ha commesso un clamoroso errore nel canyon finale dopo aver superato tutte le insidie principali del percorso. Inevitabile la sua inconsolabile delusione al traguardo, dove poco dopo è stato raggiunto pure da un Beat Feuz non più in gara, eliminato già nella parte alta del tracciato. Per la Svizzera il secondo appuntamento del programma maschile dello sci alpino si è trasformato in un autentico disastro, visto pure che Stefan Rogentin e Gino Caviezel sono finiti lontani.
A vincere l'oro è stato Matthias Mayer, già bronzo 24 ore prima in discesa, che ha disputato una gara all'attacco per andare a scalzare dal primo posto Alexander Aamodt Kilde, che sembrava irraggiungibile dopo una prova pulita. Il norvegese però ha dovuto accontentarsi solo del terzo posto, visto che tra i due si è inserito il sorprendente statunitense Ryan Cochran-Siegle, che ha tirato fuori dal cilindro la classica gara della vita, chiudendo a soli 0"04 dall'austriaco. Il 29enne americano è figlio d'arte, perché sua madre Barbara 50 anni fa aveva vinto l'oro in slalom.
La 31enne aquila ha così confermato il suo titolo conquistato quattro anni fa a PyeongChang, salendo a quota tre trionfi olimpici (4 podi in tutto): a Sochi 2014 aveva vinto la libera. Ciò che ne fa il primo sciatore della storia a vincere tre ori in tre Olimpiadi consecutive.




