di Debora Carpani
Trovare un'atleta svizzera nell'élite della velocità mondiale era qualcosa di impensabile, e non solo nei decenni scorsi ma fino ancora a pochi giorni fa. Eppure l'inimmaginabile si è prodotto proprio ai Mondiali di Doha, in una serata magica per l'atletica e i colori rossocrociati, serata in cui a regina è assurta Mujinga Kambundji. La bernese, ragazza semplice e gentile, ha sempre - o quasi - avuto il sorriso stampato in faccia, fosse per interviste o per rendere felici tifosi piccoli e grandi con una fotografia o un autografo, anche dopo i tanti momenti sportivamente amarissimi che ha vissuto.
La crescita della 27enne è stata importante e soprattutto costante negli anni, anche in mezzo a cambi di allenatori e avversarie, e alla fine sono arrivate la forma e la gara perfette proprio per la finale mondiale. Duecento metri corsi alla grande, con uno splendido mix di talento, potenza e la consapevolezza di poter finalmente (è proprio il caso di dirlo) prendersi una splendida rivincita sul destino e compiere qualcosa che neppure lei stessa osava sognare, ciò che però le ha fatto difendere quel podio fino all'ultimo millimetro.
Quei 22"51 di gara, gli istanti di attesa per conoscere il risultato e, forse più di tutto, la reazione di Mujinga Kambundji alla lettura del proprio nome in terza posizione sullo schermo gigante in Qatar rimarranno uno dei momenti più belli sia per l'atletica e lo sport svizzeri sia nella vita di un'atleta che mette in bacheca la medaglia più bella, che va ad aggiungersi al bronzo sui 60m ai Mondiali indoor (2018) e a quello conquistato sui 100m agli Europei di Amsterdam (2016). E se è vero che l'appetito vien mangiando... buon appetito!
Il commento di Debora Ferrara (Rete Uno Sport 03.10.2019, 07h30)
RSI Sport 03.10.2019, 11:37
Contenuto audio
Mondiali, la finale dei 200m con Mujinga Kambundji (02.10.2019)
RSI Sport 02.10.2019, 21:47
Mondiali, la premiazione dei 200m femminili con Mujinga Kambundji (03.10.2019)
RSI Sport 03.10.2019, 18:36


