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Uno skate per dimenticare la guerra

Niccolò Castelli racconta un incosueto progetto in Afghanistan

  • 30.06.2017, 10:21
  • 4 maggio, 18:18
Lo spazio gestito dai ragazzi di Skateistan

Lo spazio gestito dai ragazzi di Skateistan

  • foto N.Castelli
Di: RSI Sport 

Di Marcello Ierace

Per chi è stato ragazzo negli anni Ottanta lo skate è la California, i trick di Tony Hawk e dei ragazzacci della Powell Peralta. Oggi quella tavola con sotto quattro rotelle è anche un mezzo per rialzarsi e riscattare un'esistenza che negli ultimi decenni ha avuto come quasi unico sfondo una continua, atroce guerra che toglie sogni e speranze.

Tutto nasce nel 2007 a Kabul sotto la spinta dell'australiano Oliver Percovich, il quale ha lanciato Skateistan. Un progetto che dalle rampe di una palestra coperta cerca di riportare quanti più ragazzi possibile sui banchi di scuola e che oggi si occupa di oltre 1'600 bambini in Afghanistan, ma anche in Cambogia e in Sud Africa.

Il regista ticinese Niccolò Castelli ha realizzato un breve documentario, co-prodotto dalla SRG SSR e dal team di Cult TV, proprio su questa inconsueta, ma estremamente efficace iniziativa. Noi lo abbiamo incontrato per farci raccontare la genesi e lo sviluppo della sua produzione.

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Skateistan, l'intervista a Niccolò Castelli (30.06.2017)

RSI Sport 30.06.2017, 10:23

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Skateistan, il documentario di Niccolò Castelli (30.06.2017)

RSI Sport 30.06.2017, 10:24

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