È un'esperienza che ha lasciato il segno quella dei Giochi Olimpici per Ajla Del Ponte. La staffettista svizzera classe 1996 fatica ancora a rendersi conto dell'obiettivo raggiunto, tra l'incontro con gli atleti giamaicani e il rapporto speciale con le sue compagne di squadra.
"Le mie compagne sono la mia famiglia - commenta lei - anche se per me il concetto di famiglia non è quello tradizionale. Sono le mie ragazze, direi. Nonostante io sia quella del gruppo che gestisce i tempi degli allenamenti spesso si preoccupano per me e si assicurano che tutto vada bene, io per loro sono la piccolina. Avevo già incontrato Bolt alla Diamond League di Londra, si è dimostrato molto più avvicinabile di molti altri atleti".
"A Losanna tutto il mio gruppo di allenamento puntava ad andare a Rio, quindi anch'io mi sono detta: proviamoci! E alla fine è andata bene"
Ajla Del Ponte
La velocista svizzera, dopo il ritorno dalle Olimpiadi, ha iniziato a capire la portata della sua esperienza preparando una presentazione per dei bambini di una scuola elementare. "Rivedendo tutte le foto, preparando la presentazione e vedendo i video mi sono emozionata, parlare ai bambini di queste cose e vedere tutto l'interesse che avevano per quello che stavo dicendo mi ha fatto capire di più cosa avevo vissuto. Ora punto ad essere protagonista anche a Tokyo, sia da sola che in staffetta".
Il Faccia a faccia con l'atleta Ajla Del Ponte (Sport Non Stop 09.10.2016)
RSI Sport non stop 09.10.2016, 15:05
