
Il silenzio degli intellettuali egiziani
Laser 25.02.2015, 11:38
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Da quanto l’ex maresciallo Abdel Fattah El-Sisi ha assunto le redini del paese, in Egitto, un singolare silenzio sembra regnare tra gli intellettuali egiziani. Un silenzio che trova la sua complicità nei media, ormai trasversalmente schierati – sia quelli pubblici che quelli privati – con le politiche del nuovo raìs. Singolare circostanza, poiché El-Sisi tutto si sta dimostrando essere tranne un presidente liberale e realmente democratico. Tuttavia va compreso il motivo di fondo per cui l’intellighenzia egiziana pare aver sospeso la sua tradizionale azione critica e di controcanto al potere: El-Sisi rappresenta attualmente l’unica carta a disposizione dell’Egitto per fronteggiare la profonda crisi economica e sociale in atto e il solo in grado di arginare il fondamentalismo islamico e il terrorismo che ne deriva. Sfide che anche i più critici fra gli intellettuali sanno che al momento non possono essere demandate che a lui, non esistendo, nel paese, alcuna concreta alternativa di governo a quella di matrice “militare”.
Marco Alloni dal Cairo cerca di fare il punto su questo imbarazzante ma fatale silenzio degli intellettuali egiziani attraverso la testimonianza del grande romanziere Sonallah Ibrahim e del poeta militante Zein Al Abidin Fouad, entrambi militanti di lungo corso e più volte incarcerati sotto i passati regimi.

