Ticino e Grigioni

SES, dall'Alpiq ai Comuni via AET

I dettagli della vendità per 140 mio della Sopracenerina

  • 30.05.2013, 13:33
  • 4 maggio, 12:14
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"Riportare nel nostro cantone il centro decisionale della Società elettrica sopracenerina (SES) e di parte dell'indotto generato dalla stessa": questa è la motivazione che ha indotto il Consiglio di Stato, ha spiegato Laura Sadis a Bellinzona, a sostenere la complessa operazione d'acquisto della maggioranza del pacchetto della SES detenuta da Alpiq.

Sviluppo della SES prioritario

"La priorità sarà lo sviluppo sostenibile e duraturo della SES", ha detto la direttrice del DFE nel corso della conferenza stampa a Bellinzona in cui sono stati forniti i dettagli della compravendita, che si svolgerà in due fasi, attraverso il coinvolgimento dell'AET e dei sei principali comuni del comprensorio (Locarno, Losone, Biasca, Gambarogno, Minusio e Muralto). Il messaggio licenziato ieri, ha aggiunto la consigliera di Stato, era un atto dovuto in quanto era necessario coinvolgere il Gran Consiglio per un'operazione che esula dall'attività ordinaria dell'AET.

Ruolo dell'AET "non solo finanziario"

In un primo tempo l'AET si assicurerà la maggioranza della neocostituita holding che rileverà la quota di Alpiq in SES. In seguito è previsto il trasferimento del controllo della società locarnese ai comuni del comprensorio (ne conta 59) che intenderanno far valere il loro diritto d'opzione.

L'intera operazione avrà un costo stimato attorno ai 130-140 milioni. In proposito il presidente di AET Fausto Leidi ha voluto comunque precisare che "il ruolo dell'azienda cantonale non sarà esclusivamente finanziario", vale a dire quello di traghettare la SES verso i comuni, ma si profilano "sinergie importanti" a livello industriale, in particolare per quel che concerne i futuri investimenti sulla rete. Il dirigente dell'AET ha anche evidenziato i vantaggi del nuovo assetto energetico ticinese con la creazione di un "polo energetico cantonale nell'interesse dei consumatori e dell'occupazione".

Sinergie a tutto vantaggio dell'utenza

“È un momento storico per i comuni del comprensorio” che si uniscono in “un’operazione che ha un’importanza strategica”, ha sottolineato Tiziano Ponti, sindaco di Gambarogno, che ha voluto rassicurare sul fatto che in base al patto parasociale l’investimento degli enti coinvolti avrà valenza neutra (“non ci saranno uscite straordinarie oltre l’investimento iniziale”).

Leonardo Spagnoli

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La SES ha un capitale di 16,5 milioni di franchi, detenuto nell'ordine da Alpiq (60,89%), 33 comuni (15,01%) e altri azionisti registrati (19,62%) e non registrati (4,49%). Inizialmente nell’operazione per l’acquisto del pacchetto di Alpiq dovevano entrare 5 soggetti (comuni, AET, AIL, BancaStato e SES) che si sono poi ridotti nel corso delle trattative a 2, AET e comuni con BancaStato che si limiterà a un ruolo di finanziatrice non azionista. In una prima fase saranno coinvolti solo i sei principali comuni (che detengono il 13% del 15% complessivo del pacchetto della SES in mano agli enti locali del comprensorio). In estrema sintesi quindi la neo costituita SES holding dovrà rilevare la quota di Alpiq (60,89%) a un prezzo concordato di 140 franchi per azione e i comuni si impegnano a non vendere la loro partecipazione (13%). La società dovrà quindi acquistare l’eventuale parte residua (26%) che sarà messa in vendita nell’OPA (offerta pubblica d’acquisto) in mano ai privati, come prevede la legge, che vorranno disfarsi delle loro azioni. In base al “patto parasociale” stipulato i comuni interessati potranno acquistare il 49% della holding e successivamente, se faranno valere il loro diritto d’opzione entro il 31 marzo 2015, la loro quota potrà salire al 70%. Conseguentemente la partecipazione dell’AET, che manterrà comunque prerogative in ambito industriale, potrebbe ridursi dal 51% al 30%. Il costo dell’operazione è stimato a 130-140 milioni, 50 dei quali saranno fondi propri della SES holding mentre 87 milioni (come massimo) saranno prestati da BancaStato.

Dopo le trattative protrattesi da febbraio a maggio 2013 ieri è stato siglato l’accordo di compravendita tra Alpiq e il gruppo ticinese incaricato a negoziare l’operazione e il Consiglio di Stato ha licenziato il relativo messaggio. Nei prossimi giorni sarà inoltrata la notifica alla commissione della concorrenza e il Gran Consiglio dovrà esprimersi sull’acquisto del pacchetto di Alpiq. In settembre è prevista poi l’OPA che sarà lanciata dalla SES holding. Il prezzo delle azioni residue sarà fissato da un’autorità indipendente. Entro fine 2014 i 49 comuni del comprensorio potranno esercitare i loro diritti d’opzione per acquisire il 49% delle azioni della holding, quota che potrà salire al 70% entro marzo 2015.

L’operazione che riporta in Ticino il centro decisionale della SES e la cui proprietà passa dai privati al pubblico, cela alcune incognite. La prima è costituita dal prezzo delle azioni in mano ai privati (26%) che sarà fissato nell’OPA da un perito indipendente e che potrebbe far lievitare i costi dell’acquisto. Inoltre le prossime tappe di liberalizzazione del mercato energetico rischiano di ridurre i margini degli utili e le autorità di vigilanza (Elcom) non consentono più di ribaltare determinati costi sulle tariffe. Sono infine indispensabili importanti investimenti già nei prossimi anni per migliorare lo stato della rete.

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