Sono state condannate entrambe a pene pecuniarie le due persone, madre e figlio, comparse venerdì in Pretura penale a Bellinzona, con l'accusa di aver ricattato Flavio Bomio, l'ex presidente della Società Nuoto Bellinzona tuttora in carcere per una serie di reati a sfondo sessuale commessi ai danni di alcuni suoi giovani atleti.
I due sono stati dichiarati colpevoli di estorsione. Tra il 2002 e il 2005 si sono fatti consegnare dal 71enne 250'000 franchi in cambio del silenzio sugli abusi commessi dallo stesso Bomio nei confronti dell'imputato negli anni Ottanta, quando quest'ultimo era adolescente.
La Corte presieduta dal giudice Siro Quadri ha quindi confermato il decreto d'accusa emesso in febbraio dal Ministero pubblico. Alla donna sono state inflitte 90 aliquote da 30 franchi, sospese per due anni e una multa di 500 franchi. Novanta aliquote pure al figlio, ma per lui un multa più pesante: 800 franchi. L'uomo è stato infatti giudicato colpevole anche del reato di diffamazione, per aver inviato al cantone uno scritto in cui accusava un insegnante di connivenza con Bomio.
LudoC.




