“Ci sono proprio tutti oggi per salutare il Nano”. Così sussurra una signora anziana alla sua amica. “Pensa”, le risponde, “io il Giuliano lo conoscevo da quando era piccolo”. Centinaia e centinaia di persone, gente comune, si sono raccolte oggi in Via Monte Boglia 3 per dare l’ultimo saluto a Giuliano Bignasca, per tutti il “Nano”. Bandiere listate a lutto fuori dalla sede del movimento e una bandiera della Lega stesa sulla bara. Occhiali da vista in testa, una maglietta verde, una fotografia e la musica di Vasco di sottofondo, così il “Nano” aspetta di compiere il suo ultimo viaggio. Ed è così che in molti lo hanno visto per l’ultima volta, aspettando pazientemente per salutarlo. Alle 15.21 il corteo funebre parte. La banda suona e da un terrazzo una donna getta petali di rose. Dal terrazzo opposto, poco prima, un uomo aveva gridato. Una leggera pioggia accompagna una lunghissima fila di gente. Sono poche le centinaia di metri che bisogna percorrere fino al cimitero di Lugano. Marco Borradori e Lorenzo Quadri, così come il fratello Attilio e il figlio Boris, sono visibilmente commossi. Un applauso nasce spontaneo quando il carro funebre varca i cancelli del cimitero. Quello che colpisce è la sobrietà di tutta la cerimonia, il silenzio. Gli amici del “Nano”, i parenti, i conoscenti e la gente comune accompagnano in maniera composta la bara all’interno della chiesa. Il prete, Don Sandro Bonetti, sottolinea il lato umano di “Giuliano”, la sua “bontà, una delle qualità apparentemente nascoste”. Nessuno dei parenti se la sente di parlare, così i ricordi vengono affidati a Giorgio Giudici che commosso descrive alcuni momenti di gioventù passati insieme, come le partite di calcio dove “Giuliano era già un estroso”, passando poi “agli anni di lavoro vissuti fianco a fianco”: il “Nano”, afferma, “era sempre un regista instancabile e decisionista”. “Se tu potessi vedere tutta la gente che ti vuole dare l’ultimo saluto (…) la parte più nascosta del tuo cuore si rivela oggi”: così Marco Borradori parla e saluta Giuliano Bignasca: “Buon viaggio caro amico”. L’ultimo a prendere parola è Norman Gobbi che in lacrime, dopo un discorso dedicato ai giovani ringrazia il “Nano”, “un padre politico” per molti: “grazie per tutto quanto ci hai dato”. La cerimonia di oggi, il corteo, i ricordi hanno messo in luce il lato forse meno conosciuto di Giuliano Bignasca, quello più intimo, non fatto di urla e provocazioni. La “maschera” che indossava il Nano politico è stata messa da parte, per lasciare spazio all’uomo, all'amico, al padre.
Alessandra Spataro





