Nella Svizzera italiana si parla poco dell’industria, ma è uno dei settori economicamente più importanti. Più delle banche, del turismo o dell’edilizia. Inchiesta di Falò nel settore manifatturiero, dai settori dell’industria di punta alla realtà in cui sta emergendo un fenomeno nuovo: la difficile successione nelle aziende. Molti imprenditori che devono passare la mano faticano a trovare gli eredi disposti a proseguire l’attività.
L’EREDITÀ DIFFICLE di Paolo Bertossa
Nella Svizzera italiana sta emergendo un fenomeno nuovo e preoccupante: la difficile successione nelle aziende. Secondo uno studio della Supsi, nei prossimi 5 anni, tra i 3 e i 5000 imprenditori dovranno passare la mano, ma faticheranno a trovare chi è disposto a andare avanti. In ballo ci sono, complessivamente, 30-50 mila posti di lavoro per un fatturato che qualcuno ha stimato attorno al mezzo miliardo di franchi. Le ragioni di questa emergenza sono da addurre a molteplici fatto: in primo luogo il ritardo da parte di molti imprenditori a pianificare la loro successione. D’altro canto si registra la paura, da parte di molti giovani, a fare impresa preferendo il posto sicuro. In Ticino qualcosa si sta muovendo. Assicurazioni, banche, società private, hanno avvertito il problema e offrono consulenze mirate per impedire che aziende e conoscenze vadano perse per sempre.
IL TICINO, CANTONE INDUSTRIALE di Michele Andreoli
Banche, orologi e cioccolato, ecco l’immagine dell’economia svizzera secondo i più banali cliché. Come spesso capita, si tratta di un luogo comune non molto fondato. La Svizzera è infatti uno dei maggiori paesi industriali del mondo. Nella classifica del fatturato industriale pro capite, la Svizzera è saldamente in testa, davanti al Giappone e a Singapore.
Il settore industriale ticinese presenza un profilo perfettamente in linea con quello svizzero. La fetta di prodotto interno lordo dovuta al settore manifatturiero corrisponde al 20%, il doppio del contributo dato dal settore bancario.
L’inchiesta di Falò presenta le opportunità, i problemi e le sfide a cui deve far fronte chi lavora nelle realtà industriali di punta della Svizzera italiana, destreggiandosi fra delicata la situazione economica e i clamori suscitati da temi come la crisi finanziaria, il dumping salariale e il malumore per l’aumento del numero di frontalieri.
In studio se ne parlerà con gli imprenditori Rocco Cattaneo, membro della presidenza CCTI e presidente PLRT, e Fabio Regazzi, vice presidente AITI e consigliere nazionale.
Per domande e considerazioni è a disposizione il Forum di Falò all'indirizzo email rsi.ch/falo e per sms al numero 955 con parola chiave Falò.
falo@rsi.ch
Lugano, 24 settembre 2013







