Gallery audio - "Assoluzione per tutti gli imputati"
Al Tribunale penale federale di Bellinzona si sono susseguite oggi le arringhe a favore dei nove imputati accusati di partecipazione o sostegno a un'organizzazione criminale e di riciclaggio. Dopo le richieste di pena del Ministero pubblico della Confederazione, tutti gli avvocati difensori hanno chiesto il proscioglimento dei loro assistiti.
Seppur con sfumature diverse, hanno ribadito la loro convinzione che gli accusati non hanno mai avuto a che fare con la criminalità organizzata e sono quindi da ritenere innocenti. I legali hanno criticato l'operato del Ministero pubblico della Confederazione che, a loro dire, avrebbe ignorato la presunzione d'innocenza degli imputati ritenendoli da subito colpevoli e hanno tentato di smontare il castello accusatorio, paragonandolo a una "struttura di sabbia senza fondamenta".
Per la difesa si è trattato "solo di contrabbando"
Secondo la difesa gli accusati hanno sì contrabbandato sigarette, guadagnandoci pure, ma nessuno di loro ha maneggiato soldi provenienti dalla Camorra o dalla Sacra corona unita. Per questi motivi, è stato chiesto il proscioglimento delle nove persone chiamate alla sbarra e il dissequestro dei loro beni, il cui valore è stimato in oltre 100 milioni di franchi.
Per l’accusa, invece, sono tutti colpevoli
Ieri, nella sua requisitoria, il procuratore federale Lienahard Oechsner ha sostenuto che gli imputati hanno sostenuto consapevolmente la malavita e per questo ha chiesto 4 anni e mezzo per Paolo Savino e Luis Angel Garcia, 4 anni per Fredy Bossert, Michele Varano e Pietro Virgilio, nonché 3 anni per Franco Della Torre e Patrick Monnier.
Montecristo bis
Il nuovo procedimento, avviato lunedì, vede alla sbarra nove persone incolpate, a vario titolo, di partecipazione e sostegno a organizzazioni criminali e riciclaggio di denaro. Tra il 1996 e il 2000 gli imputati contrabbandarono 215 milioni di stecche di sigarette dal Montenegro all’Italia, riciclando in Svizzera il denaro guadagnato, stimato in oltre un miliardo di franchi. Sul banco degli imputati figurano quattro cittadini svizzeri, tre italiani, uno spagnolo e un francese, tutti domiciliati in Svizzera.







