“È dal 2014, ma sicuramente da inizio 2015, che le banche svizzere non garantiscono più, ai clienti stranieri, il prelievo dei soldi depositati”. L’avv. Paolo Bernasconi che ieri, lunedì 16 febbraio, ha ricevuto due sentenze del Tribunale d’Appello di Lugano con le quali si invita una banca a liberare i capitali di altrettanti clienti (uno voleva prelevare circa mezzo milione di euro, l’altro 75'000), da noi raggiunto non ha dubbi: “Adesso la Finma (l’Autorità di vigilanza delle banche, ndr) si deve pronunciare!”.
Il motivo è semplice: da un lato c’è la raccomandazione generale a non liberare capitali stranieri per evitare il rischio di punibilità per complicità nell’autoriciclaggio; dall’altra ci sono le sentenze del Tribunale d’Appello che dicono che i titolari dei conti hanno diritto a prelevare il loro denaro. Insomma: la Finma dice che occorre tenere in considerazione il diritto penale straniero; la giustizia civile svizzera che è prevalente il diritto interno. Indispensabile una presa di posizione chiarificatrice.
"Basterebbe cogliere l'occasione dell'imminente revisione dell'Ordinanza antiriciclaggio della Finma, che è necessaria per applicare le norme appena approvate del Parlamento svizzero sulla punibilità del riciclaggio del provento di infrazioni fiscali gravi - osserva l'avv. Paolo Bernasconi -. Purtroppo il progetto è silente su questo punto, ma entro il 1. luglio c'è tutto il tempo per rimediare. In caso contrario toccherà all'Associazione svizzera dei banchieri intervenire, nell'ambito della revisione della Convenzione di diligenza. Ma che si faccia chiarezza: lo chiedono il mercato, le banche e i loro clienti".
m.c.
Dal Quotidiano:
PP 12.00 del 17.02.15 - Il servizio di Michele Rauch




