Il Consiglio federale non ritiene che la Svizzera debba seguire l’esempio tedesco e adottare una legge che obblighi i colossi del web, Google in primis, ma anche Facebook, Microsoft e Yahoo, a contribuire alla promozione del giornalismo di qualità attraverso il pagamento di una licenza.
Le esperienze fatte all’estero hanno dato esiti mediocri, ha spiegato il Governo rispondendo a un’interpellanza del socialista Jean Christophe Schwaab, per il quale motori di ricerca, social media e piattaforme varie beneficiano ampiamente del lavoro intellettuale degli altri senza contribuire alla pluralità delle opinioni.
Contro la “Lex Google” tedesca, l’azienda si era ribellata: imporre una tassa sul traffico in rete generato dalle case editrici sarebbe come se un ristorante chiedesse un contributo ai taxisti che gli portano i clienti, aveva affermato.
ATS/pon




