Sono sul tavolo degli ambienti interessati delle proposte concrete per un’assicurazione nazionale obbligatoria contro i terremoti, dopo molte discussioni e alcune mozioni, ultima in ordine di tempo quella accolta dal Parlamento del consigliere agli Stati vallesano Jean-René Fournier (vedi articolo) .
Come ricorda il Dipartimento federale delle finanze, in Svizzera non esiste una protezione globale per i danni causati da eventuali terremoti, che sono gli eventi naturali con il più grande potenziale distruttivo. Di questa situazione abbiamo parlato con il professore Silvio Seno , direttore dell’Istituto scienze della Terra della SUPSI.
Ha senso a suo avviso introdurre un’assicurazione nazionale in questo campo? Ad esempio in Ticino il rischio sismico è relativamente basso. “Secondo me ha senso perché anche in un paese come la Svizzera, dove il rischio sismico è medio-basso, ogni 80-100 anni possono accadere dei terremoti che hanno una capacità significativa di fare danni, tipo quello dell’Aquila. Di conseguenza trovo necessario avere una forma di copertura che consenta di mobilizzare capitali ingenti in poco tempo, (…) in un paese in cui il valore del patrimonio immobiliare è molto alto”.
Sono poche al momento le persone che si assicurano privatamente, come mai? “I terremoti non sono molto frequenti, quindi non c’è lo stimolo dato da un evento che capita. Se fossero più frequenti la percezione sul rischio a cui ci esponiamo cambierebbe”.
Quali sono gli edifici più a rischio? “In generale in tutti i paesi in cui esistono delle norme anti sismiche gli edifici più a rischio sono quelli costruiti prima dell’entrata in vigore di queste norme (prima degli anni ’70, ndr). Poi è chiaro che ci sono aree più a rischio dal punto di vista del comportamento del terreno”.
Ascolta l'intervista completa a lato (audio)
Mattia Coste
Gallery audio - "Un sisma distruttivo ogni 80-100 anni"
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