L'aiuto allo sviluppo e umanitario non sarà chiamato ad ulteriori sacrifici rispetto a quelli già previsti dal programma di stabilizzazione 2017-2019 elaborato dal Consiglio federale. È quanto deciso oggi, mercoledì, dal Consiglio degli Stati (25 voti a 19), che ha rifiutato di innalzare di altri 300 milioni ripartiti su tre anni i risparmi già previsti per questo settore.
Gli ulteriori tagli erano stati proposti dalla competente commissione. Il plenum li ha tuttavia giudicati poco ragionevoli e completamente sproporzionati. Se accolto, solo il settore dell'aiuto allo sviluppo dovrebbe sobbarcarsi oltre un terzo dell'intero programma di stabilizzazione, ciò che è completamente esagerato, ha dichiarato in aula Fabio Abate (PLR/TI).
Il progetto governativo prevede da parte sua minori uscite rispetto al piano finanziario di 590 milioni circa per il triennio 2017-2019.
ATS/ludoC




