L'esercito svizzero ha annunciato la "parziale entrata in servizio" di un nuovo sistema di spionaggio chiamato "Achat", capace di trattare e analizzare i messaggi trasmessi via radio. Lo ha reso noto Renato Kalbermatten, portavoce del Dipartimento federale della difesa (DDPS), confermando quanto scritto dal SonntagsBlick.
"Il nuovo sistema serve a mantenere le capacità e a ottimizzare le performance di altre applicazioni ormai obsolete", sostiene il DDPS, che sottolinea come non esista nessun collegamento tra "Achat" e la nuova legislazione sui servizi d'informazione, che dovrà permettere in particolare agli agenti federali di piazzare microfoni in luoghi privati o sorvegliare le comunicazioni elettroniche. La legge è già stata approvata dal Nazionale ma deve ancora passare agli Stati.
Stando al SonntagsBlick, i costi si aggirano attorno ai 90 milioni di franchi, ma il portavoce del DDPS non ha confermato la cifra.
Sono circa 180 gli ufficiali e i soldati che prestano servizio ogni anno nel Servizio informazioni militare (SIM) ma il DDPS rifiuta di comunicare il numero totale dei collaboratori per motivi di sicurezza. Gli effettivi della SIM sono comunque in numero inferiore rispetto ai 272 agenti del Servizio delle attività informative della Confederazione (SIC).
ATS/M.Ang.




