L’esercito svizzero volta pagina e adotta una nuova strategia di difesa. Dopo oltre venti anni di lavori, infatti, sono state concluse le operazioni per bonificare tutti gli obiettivi sensibili (tra cui strade, ponti, gallerie e piste d’atterraggio) imbottiti di esplosivo a partire dagli anni ’70, in modo da poter essere distrutti in breve tempo in caso d'invasione.
Negli anni sono cambiate le minacce e oggi non c’è più bisogno di mantenere esplosivi fissi e permanenti, poiché è possibile ottenere lo steso risultato utilizzando "mezzi mobili", rende noto sabato Le Temps, riprendendo quanto pubblicato dal’esercito sul suo sito internet.
I lavori per "liberare" le infrastrutture, iniziati nel 1991, si sono protratti per diversi anni soprattutto a causa della carenza di specialisti, sottolineano le autorità a Berna, secondo le quali questa nuova strategia avrà effetti positivi anche sui costi a bilancio.
Alcuni obiettivi sensibili
Tra le vie pronte ad essere distrutte figuravano, tra l'altro, le gallerie del Sempione, del San Gottardo e del Lötschberg.
ATS/bin




