I licenziamenti temporanei seguiti da una riassunzione presso lo stesso datore di lavoro sono relativamente frequenti in Svizzera: essi rappresentano il 14% dei casi di disoccupazione. Questo tasso è quasi il doppio in Ticino e Romandia (20,38%) rispetto alla Svizzera tedesca (10,55%). È quanto emerge da uno studio della Segreteria di Stato dell’economia (SECO), che si è basata su rilevamenti tra il giugno 2009 e il giugno 2011.
La quota più elevata di “richiami” è stata registrata nel settore delle costruzioni (35,9%). Sono sopra la media anche le attività estrattive (come per esempio le miniere) con il 28,95%, di agricoltura, selvicoltura e pesca (28,77%) e di alloggio e ristorazione (28,69%).
Sono invece rari i casi nel settore finanziario e assicurativo (2,81%), nell’informazione e nella comunicazione (3,45%) e nelle professioni scientifiche e tecniche (4,17%).
Il motivo per cui i collaboratori vengono temporaneamente licenziati è per superare i cosiddetti tempi morti: per questo motivo il settore delle costruzioni segna il tasso maggiore di richiami per lavoratori licenziati nei mesi di novembre, dicembre e gennaio.
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