La spesa sanitaria in Ticino è sostanzialmente in linea con la media nazionale e non giustifica più il livello elevato delle tariffe delle casse malati, per rapporto agli altri cantoni. Questo, in sintesi, è quanto emerge dall'ultimo studio elaborato da Bruno Cereghetti, ex capo dell’Ufficio cantonale assicurazione malattia, per conto dell'Ordine dei medici del canton Ticino.
In questa nuova analisi, presentata oggi a Mezzovico, Cereghetti esamina e individua gli elementi che in passato hanno inciso sulla crescita della spesa a sud delle Alpi: una forte percentuale di anziani nella popolazione rispetto al resto della Svizzera, un elevato tasso di letti nelle cliniche private (che fino a quest'anno erano completamente a carico delle casse malati) e una maggior propensione a un elevato consumo di prestazioni sanitarie.
"In Ticino si paga troppo"
Secondo Cereghetti, in base a questi dati e tenendo conto del nuovo finanziamento ospedaliero, che impone al cantone di contribuire ai costi nel privato così come nel pubblico, emerge che il Ticino è quasi in linea con il resto della Svizzera. Una conclusione di non poco conto secondo cui “in Ticino paghiamo troppo per i premi di cassa malati”. Si tratta di una questione già nota e già emersa negli anni scorsi, anche attraverso il confronto tra l'andamento della spesa, al ribasso o costante, e le tariffe assicurative. Nonostante questi elementi, però, è già stato annunciato che per l'anno prossimo i premi torneranno, misteriosamente, a crescere.




