Dubai, Istanbul, Mosca, San Paolo, Marrakech: sono solo alcuni fra i 18 aeroporti contenuti nella lista dei luoghi sensibili già monitorati (o che lo saranno a breve) dalla Confederazione nell'ambito della lotta all'immigrazione clandestina e al terrorismo. Nel concreto - come riportato dalla SRF- si tratta della raccolta dei dati dei passeggeri che vanno (o rientrano) in Svizzera forniti dalle compagnie aeree che coprono le relative tratte. Destinatari di queste informazioni (che riguardano dai 40 ai 60 voli giornalieri): la Segreteria di Stato della migrazione, le guardie di confine e - in parte - i servizi segreti che nel 2015 hanno filtrato oltre un milione di dati.
Alle informazioni in questione potrebbe presto avere accesso anche Fedpol, l'Ufficio federale di polizia, in virtù della revisione - tutt'ora in corso - della Legge federale sugli stranieri. Ed è qui che sorgono le critiche: sia per il fatto che il provvedimento riguarda giocoforza anche i passeggeri svizzeri, sia per la tendenza in sé ad estendere le misure di sorveglianza.
L'incaricato federale della protezione dei dati ha già fatto sentire la sua voce critica. Dal fronte parlamentare rosso verde tornano a levarsi le voci di chi lamenta una furiosa raccolta dati, ingiustificata sotto il profilo giuridico e di politica di sicurezza. I partiti borghesi, dal canto loro, non ravvisano alcun problema in materia, l'estensione della sorveglianza sembra cosa fatta.
Diem/RG
RG 12.30 del 24.10.16: la corrispondenza di Gian Paolo Driussi
RSI Info 24.10.2016, 14:35
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